Formadillo incontra le scuole di Ravenna

02 marzo 2017

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Educare Digitale, una serie di incontri nelle scuole superiori di Ravenna per promuovere l'uso consapevole della rete.



Ha preso il via nel mese di febbraio (e si concluderà in aprile) il progetto “Educare Digitale: rischi e opportunità nel mondo del web” che ha lo scopo di sensibilizzare gli studenti, gli insegnanti e i genitori sull’uso consapevole della rete.

Gli incontri coinvolgono oltre 700 studenti delle prime classi di tre istituti superiori di Ravenna: Liceo Classico “Dante Alighieri”, Liceo Scientifico “Alfredo Oriani" e Istituto Tecnico Commerciale “Giuseppe Ginanni”.

Perché parlare di cultura digitale a scuola?

A un primo sguardo potrebbe sembrare superfluo, o addirittura inutile, affrontare il tema dell’uso corretto di internet con i cosiddetti “nativi digitali” che un’opinione diffusa indica come super-esperti di tecnologie digitali.

In realtà, l’aumento dei fenomeni deviati (stalking, cyberbullismo, incitamento all’odio, all’omofobia e alla xenofobia) e la pressoché nulla conoscenza delle opportunità offerte del web (crescita personale, condivisione del sapere, elaborazione creativa della conoscenza) stanno a dimostrare che gran parte degli adolescenti, anziché competenti, sono più che altro dei “semplici” consumatori di tecnologia.

Da qui la necessità di mettere in campo iniziative di approfondimento su più livelli. Un tavolo di confronto dove l’educazione civica digitale diventa l’elemento essenziale di un dialogo fra la scuola e la famiglia. Lo scopo è quello di far diventare (e percepire) il web come un luogo sicuro e positivo.

I numeri

Da un’indagine statistica condotta dall’Università degli Studi di Firenze, in collaborazione con Generazioni Connesse e Skuola.net è emerso che quasi la metà dei ragazzi fra i 14 e i 18 anni è connessa per più di cinque ore al giorno. Le piattaforme più utilizzate e apprezzate sono WhatsApp (80,7%), Facebook (76,8%) e Instagram (62,1%).

Tuttavia, al di là del tempo trascorso in rete, i dati più preoccupanti mettono al centro l’incapacità di molti ragazzi a riconoscere una notizia vera da una falsa e (oltre l’80%) a non ritenere affatto grave insultare, ridicolizzare o rivolgere frasi aggressive in rete.

Il progetto Educare Digitale

Se già un tempo la relazione famiglia-studente-scuola era complessa, oggi l’irrompere del digitale obbliga a nuovi paradigmi educativi.

Si impone un problema di competenze (la delega ai “blocchi tecnologici” non può sopperire alle funzioni molto più efficaci del dialogo, del confronto e, talvolta, dello scontro), ma anche di introduzione di un nuovo lessico fra tutti gli attori dell’universo educativo. “Come è andata la verifica di matematica”, tipica domanda delle famiglie più attente alle vicende scolastiche dei propri figli, va arricchita con quesiti inediti: “Cosa si discute sul gruppo di WhatsApp?”, “Che novità ci sono su Snapchat?”, “Ci sono pagine sportive interessanti su Facebook?”.

Ecco quindi il bisogno di comprendere a tutto campo il fenomeno della “connessione non-stop” attraverso strumenti di conoscenza che, da un lato, diano autorevolezza alla scuola e, dall’altro, forniscano agli studenti e ai loro genitori chiavi di lettura basati sul confronto continuo.

Le attività in aula si basano su interventi articolati sui vari aspetti del “vivere la rete” nella maniera più idonea:
- Rischi e opportunità del web (Sergio Gridelli, formatore professionale di Formadillo);
- Condotte digitali a rischio e relative conseguenze giuridiche (Ivano Stasi, Ispettore Capo Responsabile della Polizia Postale e delle Comunicazioni);
- Ruolo della famiglia tra assenza di controllo e censura (Melissa Ciacci, psicologa psicoterapeuta).

Il progetto è realizzato dalla cooperativa Formadillo che cura la formazione, in collaborazione con la cooperativa Il Cerchio, con il contributo della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, il patrocinio del Comune di Ravenna e Legacoop Romagna.

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